Accolti da proteste molto accese da parte degli abitanti dell’isola, Josè Manuel Barroso, Enrico Letta, Angelino Alfano e Cecilia Malmstrom hanno visitato Lampedusa nella mattinata del 9 ottobre. I leader della Commissione europea e del Governo italiano si sono recati subito nell’hangar dove sono depositate le bare dei morti nel naufragio del 3 ottobre. Letta si è inginocchiato davanti alle bare e ha deposto un mazzo di fiori. “Ho visto sofferenza e dolore” – ha commentato il premier. Barroso e Malstrom si sono espressi invece attraverso Twitter. Il commissario agli Interni ha scritto: “Un immenso dolore di fronte a 280 bare a Lampedusa. Non è degno dell’Europa“. Il presidente Barroso ha invece scritto nel proprio messaggio: “Sono arrivato a Lampedusa per onorare le vittime e mostrare solidarietà attraverso azioni concrete“.

Le azioni concrete. Quali? Attualmente solo l’aumento di due milioni di euro nei fondi dell’operazione Hermes, il pattugliamento aereo-navale delle coste mediterranee diretto dall’agenzia europea Frontex. Ciò consentirà di prolungare l’operazione di due mesi, fino a novembre. “Ma per farlo ci siamo rivoltati le tasche” – ha dichiarato all’Ansa il vicedirettore di Frontex, Gill Arias – “I fondi per il 2013 sono esauriti“.

Quindi la responsabilità torna ai singoli governi nazionali, come sempre. Aspetto che Enrico Letta ha sottolineato nella conferenza stampa tenuta nella tarda mattinata a Lampedusa insieme agli ospiti della Commissione. “Noi faremo di tutto perchè svolti l’attenzione del complesso degli stati europei su questi temi. Se gli stati tutti non capiscono il dramma di questa priorità, la Commissione europea rischia di avere le mani legate” – Ha dichiarato il premier (foto by InfoPhoto).

Letta ha aggiunto che nella riunione pomeridiana del Consiglio dei ministri verranno predisposte misure per inserire risorse in favore dei rifugiati minorenni.

Chiaro anche Josè Manuel Barroso in conferenza stampa, in italiano: “Siamo venuti qui per dire che l’Europa sta con la gente di Lampedusa e con l’Italia. Il problema deve essere percepito come un problema di tutti noi in Europa. Credo che tutti insieme possiamo reagire in modo più adeguato a tragedie come questa. L’Europa non può guardare dall’altra parte quando ci sono barche che stanno affondando“.