I sommozzatori hanno recuperato finora 111 cadaveri dal naufragio del barcone di profughi avvenuto nella mattinata del 3 ottobre. E un altro centinaio di corpi sono stati scoperti sotto il relitto a 40 metri di profondità; sono soprattutto donne e bambini. La strage di Lampedusa (l’Isola dei Conigli, parte dell’arcipelago delle Pelagie, che rientra in quel comune) assume contorni sempre più drammatici. I soccorritori hanno tratto in salvo 155 persone. I dispersi sarebbero quindi circa 150.

Mentre il Governo ha proclamato una giornata di lutto nazionale, divampa la polemica politica. Due gli elementi di scontro, la legge Bossi-Fini e l’Unione europea (foto by InfoPhoto). Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso preoccupazioni che includono entrambi questi aspetti: “Non si può girare attorno alla necessità assoluta di decisioni e azioni da parte della Comunità internazionale e in primo luogo dell’Unione Europea. Vanno organizzati presidi adeguati lungo le coste da cui partono questi viaggi di morte. Servono inoltre verifiche su norme di legge che fanno ostacolo ad una politica dell’accoglienza, degna del nostro Paese“.

Il Pd è sulla stessa linea, come ha affermato Matteo Renzi: “Si cancelli la Legge Bossi-Fini sull’immigrazione clandestina. Si assicurino alle patrie galere gli scafisti di morte. Si spieghi ai tecnocrati di Bruxelles che Lampedusa è Europa“.

Il Pdl è duro contro l’Ue, come più volte ha ribadito il ministro dell’Interno, Angelino Alfano: “L’Unione europea si renda conto che non è un dramma italiano ma europeo“.

In controtendenza la Lega Nord. Umberto Bossi difende la legge che porta il suo nome: “Bisogna stare attenti a non dare messaggi sbagliati, sennò la gente arriva qui in massa. Sbagliano tutti coloro che mandano messaggi che attirano la gente, non solo Kyenge-Boldrini, è un problema della sinistra. La legge Bossi-Fini è perfetta, non va cambiata. È l’unica piccola difesa rimasta al Paese“.