La protesta di un gruppo di migranti è diventata un caso politico nazionale. Ventiquattro immigrati ospitati a Ceranova, un comune della provincia di Pavia di 2.100 abitanti, dal mese di luglio, in una villa bifamiliare gestita da una cooperativa sociale, al sera del 17 dicembre, hanno fatto un sit-in nella via centrale del paese, rovesciando immondizia e minacciando di incendiare i cassonetti. La tensione tra i profughi e gli abitanti del paese è schizzata alle stelle. Per riportare la tranquillità sono dovuti intervenire prima il sindaco Alessandro Grieco e, subito dopo, tre auto dei carabinieri.

Il motivo di questa protesta sarebbe il mancato accoglimento di due richieste avanzate da tempo: vorrebbero una donna che si occupi periodicamente della pulizia della casa dove vivono e l’installazione del wi-fi, per consentire loro di mantenere un contatto quotidiano con i familiari rimasti in Africa.

Ce n’è abbastanza per scatenare la risposta di Matteo Salvini che ha commentato così la vicenda: “Vogliono qualcuno che pulisca la villetta, capito??? Per accontentarli,a fare le pulizie manderei la Boldrini! Auguri, e che il 2016 ci riporti la Dignità perduta”, mentre Massimo Codari, del direttivo di Forza Italia del vicino lodigiano ha sentenziato: “Abbiamo perso il senso della misura. Chi se le può più permettere, tra gli italiani, le donne di servizio. E noi dovremmo assicurarle ai profughi?”.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è mosso Alessandro Cattaneo, ex sindaco di Pavia ed attuale dirigente nazionale e provinciale di Forza Italia. Ha parlato di “episodio che non merita quasi di essere commentato. Tutto questo è incredibile, in un momento in cui dobbiamo sostenere una situazione sociale pesantissima, tra padri separati che spesso restano senza una casa e anziani da aiutare“. Il giorno dopo l’accaduto il sindaco di Ceranova si è recato in Prefettura, a Pavia, per segnalare il caso e chiedere aiuto. E per una volta i provvedimenti non si sono fatti attendere. Uno dei capi dell’improvvisata rivolta di giovedì scorso, un ragazzo del Mali di 25 anni, è stato espulso.