Grave episodio di intolleranza nel nord Italia: alcuni centri della Caritas e sedi del Pd sono state fatte oggetto di attacchi provenienti da un gruppo di skinheads nel corso di una protesta coordinata contro l’immigrazione nel nostro Paese.

A essere colpite gli edifici della Caritas di Brescia, Como, Crema, Piacenza, Trento, Mestre, Vicenza, Treviso e Reggio Emilia-Guastalla: l’azione è stata rivendicata dal gruppo Veneto Fronte Skinhead, che ha lasciato delle sagome tricolori all’esterno delle sedi, scritte sui muri contro l’istituzione dello ius soli e alcuni manifesti in cui viene spiegato il motivo della dimostrazione pianificata per coinvolgere differenti territori.

Di fronte ai tiepidi, rari e scarni festeggiamenti per l’anniversario della vittoria della Prima Guerra Mondiale, l’associazione culturale Veneto Fronte Skinheads intende rivendicare le azioni volte a denunciare chi continua a condurre un chiaro disegno politico finalizzato all’annientamento dell’identità italiana”, è quanto si legge nel documento, che prosegue accusando la Caritas di farsi operatrice di “un ipocrita umanitarismo di facciata e un falso filantropismo”.

L’associazione cui viene rivolta l’accusa di speculare sull’emergenza immigrazione, viene descritta come promotrice attiva di “un pericolosissimo modello di integrazione volto solo ed esclusivamente a ridurre i popoli in una poltiglia indifferenziata, sradicandoli dalle loro radici e dalle loro tradizioni, in nome e per conto di un multiculturalismo dominante”.


Tra i tanti a rispondere a questo atto xenofobo c’è anche Graziano Delrio l’ex sindaco di Reggio Emilia, attuale Ministro alle Infrastrutture, che su Twitter ha parlato di un “indegno atto di squadrismo verso la Caritas e il Pd a ReggioEmilia. La violenza non sconfigge la solidarietà”.

La Caritas, nelle parole del direttore del centro di Reggio, Isacco Rinaldi, non ha voluto rispondere pubblicamente alle accuse degli skinheads, ma ha preferito sottolineare come non sia intenzionata a farsi intimidire da simili minacce proseguendo invece nel proprio compito di assistenza ai meno fortunati: “Accogliamo italiani e immigrati senza distinzioni, sia alla nostra mensa che nelle parrocchie. Tra poco inizierà l’emergenza freddo e faremo il nostro dovere. Non abbiamo paura“.