Mentre la maggior parte dei Paesi europei cerca di porre limiti al numero di rifugiati da accogliere, a Barcellona si scende in strada per chiedere di accogliere più immigrati che turisti. E sì, perché nella città catalana, sabato scorso, sono scese in piazza due distinte manifestazioni: una chiedeva di dire basta al turismo di massa, l’altra di accogliere i rifugiati provenienti da altri Paesi. Per quanto riguarda la seconda, in particolare, i manifestanti hanno chiesto che il governo spagnolo rispettasse gli impegni presi: le frontiere avrebbero dovuto accogliere oltre diciassettemila persone, la Catalogna oltre quattromila ma almeno per il momento quest’ultima ne avrebbe visti arrivare meno di cinquecento.

La volontà che a Barcellona arrivino più migranti che turisti sembra essere dettata dal fatto che la città e i suoi abitanti sarebbero alquanto stanchi dei turisti di massa, quelli che arriverebbero in Catalogna con voli low cost e poi si godrebbero la movida, spesso provocando anche disagi nelle strade. Insomma, molti cittadini di Barcellona hanno manifestato contro quella che hanno definito come la “turistificazione” della città.

Il trend di preferire un maggior arrivo di migranti e un minor arrivo di turisti sembra essere appoggiato anche dalla sindaca di Barcellona, Ada Colau. Alleata di Sinistra Unita e Podemos, ex attivitsta anti-sfratti, la prima cittadina di Barcellona si è detta contraria al turismo selvaggio, tant’è che avrebbe imposto uno stop alla costruzione di nuovi hotel in centro città e avrebbe messo in cantiere imposte per i cittadini temporanei – i turisti appunto.