Sono state completate le operazioni di soccorso agli immigrati siriani che erano sulla nave abbandonata alla deriva dagli scafisti nel Mar Jonio. Il mercantile Ezadeen, senza elettricità e senza controllo, era stato ritrovato al largo della costa calabrese giovedì pomeriggio dopo che l’equipaggio aveva abbandonato i comandi.

Tre operatori della Capitaneria di porto di Gallipoli e tre di Taranto si sono calati sull’imbarcazione da un elicottero tentando di ripartire la nave. Le operazioni di traino si sono concluse soltanto intorno a mezzanotte, operazione definita dal capitano Perrotti, come “un’operazione soccorso abbastanza rischiosa”. Una volta ormeggiata, è iniziato lo sbarco dei migranti. Il portavoce della Guardia Costiera, Filippo Marini ha dichiarato che “a bordo c’erano 243 uomini, 43 donne e 74 bambini”. Le loro condizioni di salute sono buone e sono stati segnalati solo alcuni casi di ipotermia.

Quello di Ezadeen non sarebbe il primo caso in cui una nave di migranti viene abbandonata dagli scafisti. Secondo la Guardia Costiera, infatti, potrebbe trattarsi di una nuova tecnica per lo sbarco di clandestini. Questo tipo di strategia, però, oltre ad essere particolarmente rischioso per la vita dei migranti, mette in serio pericolo anche i soccorritori, costretti a salire a bordo di navi in movimento in condizioni meteo marine spesso al limite e provocherebbe numerosi danni anche agli operatori e all’economia della zona a causa dell’occupazione delle banchine dei porti di attracco che limitano le attività commerciali con gli scali.

Foto: screenshot video