È andato a buon fine l’incontro che si è svolto tra Piero Fassino, presidente dell’Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani – e il ministro dell’Interno Angelino Alfano in tema immigrazione.

Erano state cinque le condizioni che l’Anci aveva posto per dare la propria approvazione al piano di distribuzione dei migranti varato dal Viminale.

Entrando nello specifico si trattava della collaborazione tra Stato e sindaci, che non possono essere semplici destinatari degli invii decisi dalle prefetture; del criterio di proporzionalità basato sulle caratteristiche demografiche dei Comuni (vi sarebbero casi clamorosi in entrambi i sensi); dell’introduzione di premi e incentivi all’accoglienza per i Comuni più disposti all’accoglienza; la possibilità di impiegare in lavori socialmente utili i migranti ospitati; e infine lo stralcio dei Comuni disposti ad accogliere dai nuovi invii delle prefetture.

Fassino ha spiegato che questi cinque punti fanno parte del salto di qualità sollecitato nel sistema di accoglienza: “In particolare, le persone accolte sono concentrate in un numero limitato di Comuni e questo determina un addensamento evidente in alcune realtà. Noi siamo per un sistema di accoglienza più ampio e per una distribuzione più diffusa per evitare questo addensamento su poche realtà. Auspichiamo la condivisione di tutti i sindaci su questo nuovo sistema ”.

In attesa che i tecnici producano soluzioni accurate al problema, sembra che le cifre si assestino intorno a circa 2,5 migranti ogni mille abitanti, con una quota più ristretta – 1,5 – per i 15 Comuni metropolitani, fermo restando che ogni Comune può richiedere anche più migranti rispetto a quanti sarebbero dovuti secondo questi calcoli.

Alfano ha infatti affermato che il nucleo di questo piano è “l’adesione volontaria allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo), da parte dei Comuni, cui viene presentata l’alternativa tra l’entrare in un sistema ordinario e istituzionale o assistere al trasferimento di richiedenti asilo sul proprio territorio, stabilito a livello centrale sulla base di un piano nazionale di ripartizione“.

Attualmente sono 151mila i migranti che hanno avuto accesso all’accoglienza nazionale, per la maggior parte sistemati in strutture temporanee.