Gli scafisti che fanno viaggiare gli immigrati sui gommoni nel tentativo di raggiungere le coste siciliane, greche o di Malta, guadagnano 8.500 dollari a viaggio. Per coloro che invece organizzano il viaggio il profitto è quasi di cento volte, visto che nelle loro tasche finisce una cifra vicina agli 800.000 dollari a viaggio.

Un business nudo e crudo, un qualcosa di aberrante se si pensa che questa gente fa lucro e sfida la morte sulla pelle delle persone disperate. E pensare che si tratta di cifre con le quali ci si potrebbe permettere un viaggio normale, lussuoso, quasi da prima classe.

Ma spesso gli scafisti si approfittano sia dell’ignoranza della povera gente che del loro non essere in grado di arrivare a determinate cose, diventando di fatto la loro unica speranza che spesso si tramuta anche nel loro aguzzino.

Le cifre sono emerse da un’indagine svolta a Ragusa, in Sicilia; il recente sbarco a Pozzallo ha visto coinvolte tre persone, tre scafisti siriani subito arrestati dalla Squadra mobile di Ragusa. Questi si trovavano al comando di uno yacht di lusso battente bandiera turca, un 25 metri che vantava, a bordo, 98 siriani e palestinesi, tra cui 23 bambini.

Le indagini hanno scovato la tariffa richiesta: 8.500 dollari a testa per partire dalla Turchia; si parlava di un’imbarcazione sicura e di pochi passeggeri a bordo, salvo poi ritrovarsi in tanti su pochi metri quadri.