Mezzo milione di migranti l’anno: questa la cifra fornita da Sigmar Gabriel, vice-cancelliere tedesco e leader della Spd, in risposta a una domanda riguardante immigrazione e accoglienza postagli durante un’intervista alla tv pubblica teutonica. Si tratta di un annuncio destinato a fare discutere, e d’altro canto l’obiettivo della Germania sembra essere proprio quello di aprire un dibattito intorno al tema dell’ondata migratoria verso l’Europa che sembra non arrestarsi.

Le dichiarazioni di Gabriel sono perfettamente coerenti con la linea di apertura manifestata dallo stato tedesco in questi ultimi giorno, ma non manca un invito deciso alle altre nazioni europee a seguire l’esempio della nazione capofila: “Ritengo che potremo certamente far fronte a qualcosa come mezzo milione di profughi, forse anche più, per diversi anni. Non possiamo prendere quasi un milioni di persone ogni anno e integrarle come se niente fosse nella società tedesca“.

D’altro canto il politico ha parlato di una quota molto sproporzionata rispetto a quanto previsto dalle disposizioni dell’UE, assimilabile grazie allo stato di grazia economico del Paese, ma non manca un invito a un ripensamento delle linee guida: “Non si può gravare solo su Paesi come la Germania, l’Austria e la Svezia.

In attesa della presentazione del nuovo piano a opera di Jean Paul Juncker che mira ad accogliere 160mila migranti (un terzo in più rispetto ai 120mia preventivati) anche la cancelliera Angela Merkel ha ribadito quanto sia importante che lo sforzo europeo sia comune e ben distribuito: “Grecia e Italia non possono da sole accogliere tutti i profughi che arrivano sulle coste”, implicando che le quote debbano essere vincolanti per tutti i Paesi membri.

Nel frattempo l’Ungheria è alle prese con le conseguenze della costruzione del muro anti-immigrati innalzato al confine con la Serbia: si ha notizia di primi scontri e di alcune manifestazioni di protesta; le isole greche invece sono prese d’assalto dai profughi siriani – si calcola siano 30mila di cui circa 20mila concentrati sull’isola di Lesbo, teatro di altri tafferugli.

L’Onu calcola che entro la fine dell’anno saranno 400mila i migranti che avranno attraversato il Mediterraneo in cerca di accoglienza. Per il 2016 è previsto che questa cifra possa crescere arrivando a 450mila persone se non di più.