Finalmente si è fatto chiarezza su uno dei punti chiave della crisi dell’immigrazione di questi mesi: durante la sessione odierna del Parlamento dell’UE la proposta avanzata dalla Commissione Europea di ricollocamento dei 120mila profughi è stata accolta.

La votazione relativa ha visto trionfare una larga maggioranza composta da 370 sì contro 134 no e 54 astenuti. Sarà dunque attivato come previsto il piano di ridistribuzione delle migliaia di migranti arrivati in Italia e Grecia negli ultimi mesi.

Anche l’Ungheria avrebbe potuto beneficiare dell’iniziativa, ma il commissario Ue all’Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, ha affermato di voler rispettare le decisioni del premier Viktor Orban: “So che l’Ungheria non si considera tra i Paesi in prima linea e rispetto la vostra posizione. Chiedo tuttavia che si possa andare avanti nell’alleviare la pressione su Grecia e Italia.”

Il Commissario in realtà questa mattinata in conferenza stampa con i ministri dei vari Paesi si era lasciato andare a dichiarazioni meno concilianti: “I muri non sono la soluzione, né lo è la violenza. I muri sono soluzioni temporanee, e in più dirottano i flussi e accrescono la tensione. Lavoreremo collettivamente per proteggere i confini UE“.

Il leader ungherese, che sta portando avanti una politica molto dura nei confronti dei migranti, ha fatto sapere che come membro dell’UE il suo Paese si adeguerà alle decisioni prese, ma che considera anche le quote d’accoglienza come un invito rivolto ad altri potenziali profughi a penetrare attraverso i confini europei.

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, intervistato a riguardo, ha dichiarato di non riuscire a vedere come le proposte ungheresi – tra cui il finanziamento di nuovi campi profughi in Turchia, Giordania e Libano – possa risolvere sul lungo periodo la crisi.

Entrando più nello specifico la proposta passata oggi prevede che 15600 richiedenti asilo dall’Italia, 50400 dalla Grecia e 54000 dall’Ungheria vengano distribuiti negli altri Paesi membri. Cifre che si sommerebbero a quelle del trasferimento di altre 40mila persone già ratificato dal Parlamento. A questo link è possibile visionare una tabella con le cifre esatte dei profughi da ricollocare divisi per nazione.

La votazione di oggi dovrebbe anche fugare i dubbi italiani che avevano impedito la messa in funzione degli hotspot (i centri di identificazione e fotosegnalamento) chiesti dall’Unione Europea.