Mentre il Consiglio Europeo, dopo la richiesta del premier italiano Matteo Renzi, sta per discutere le proposte riguardanti la questione sempre più pressante dell’immigrazione illegale, arrivano anche le opinioni dei diritti interessati.

A parlare è infatti Muhammed El-ghirani, Ministro degli Esteri del governo islamico moderato di Tripoli, non riconosciuto dalla comunità internazionale, che continua a considerare come interlocutore ufficiale il governo sito a Tobruk e guidato dal Primo Ministro Abdullah al-Thani.

Dalla Libia arrivano dunque i primi commenti riguardo al progetto dell’Unione Europea di bombardare i barconi e i siti della costa nazionale dai quali partirebbero trafficanti e migranti alla volta dell’Italia.

El-ghirani ha affermato che il Paese nordafricano non può accettare un gesto simile, che lo stesso Ministro degli Interni Angelino Alfano, pur auspicandone la messa in atto, aveva definito “un atto di guerrasenza l’approvazione della comunità internazionale.

Intervistato dal Times of Malta, il ministro libico ha messo in dubbio non solo la liceità dell’operazione, ma anche la sua efficacia e credibilità: “Non si può decidere soltanto di colpire. Diciamo che si colpisce un sito particolare. Come si saprà che non si è colpito un innocente, un pescatore? L’Europa dispone di precisione assoluta?

El-Ghirani apre però alla collaborazione con l’Unione: “Per questo stiamo dicendo che dovremmo unire le forze.” Ma un’ipotesi del genere non ha riscontro nei rapporti diplomatici tra le due realtà, per ora ancora quasi del tutto inesistenti: “Stiamo Facendo del nostro meglio per far sì che l’Europa cooperi con noi sul tema dell’immigrazione illegale, ma continuano a dirci che non siamo il governo internazionalmente riconosciuto. Ma ora non posso semplicemente decidere di portare avanti questa azione, devono parlare con noi”.

Per ora Tripoli e Tobruk sono ancora in lotta, nonostante gli sforzi dell’inviato Onu Bernardino Leon, che recentemente ha organizzato un meeting tra le due parti in Marocco e che ha confidato di essere ottimista riguardo a un accordo soddisfacente.