Il governo ungherese ha ricordato all’Unione Europea, come se ce ne fosse davvero bisogno, che non tutti gli stati membri approvano le decisioni prese in merito alla questione immigrazione. Il parlamento di Budapest ha infatti deciso di sospender in maniera unilaterale il regolamento di Dublino III, la convenzione sui diritti dei richiedenti asilo.

La norma afferma che la richiesta dei migranti richiedenti asilo debba avvenire nel primo Paese europeo in cui abbiano messo piede, il quale è tenuto ad accoglierla, anche se intenzionati a spostarsi in altre stati o se il trasferimento è già avvenuto.

A giustificare questo voltafaccia in termini di politiche di immigrazione sarebbe il numero eccessivo di immigrati illegali, che secondo il governo ungherese sarebbe insostenibile per le finanze dello stato, come ha dichiarato un portavoce: “Le capacità del sistema ungherese di accoglienza dei richiedenti asilo sono sovraccariche, le più sovraccariche tra gli Stati dell’Ue colpiti dall’immigrazione illegale. La situazione richiede di agire in fretta; in questa escalation l’Ungheria deve muoversi un passo avanti alle decisioni dell’Ue.

Alcune stime parlano di circa 50mila immigrati arrivati nell’intero 2014. Negli ultimi giorni aveva fatto molto discutere la proposta della costruzione di un muro alto 4 metri che percorra il confine con la Serbia (circa 175km), con l’ovvio scopo di porre un freno all’immigrazione clandestina.

L’Ungheria, che si è sempre mostrata contraria alle ipotesi di ridistribuzione dei migranti poi approvate dall’UE, ha comunque affermato di essere intenzionata a ricevere i rifugiati che avevano già fatto richiesta di aiuto, per poi chiudere definitivamente il processo. A farne le spese potrebbe essere la vicina Austria, che ha già chiesto l’intervento del Consiglio europeo.

Da parte sua l’Europa si è mostrata sorpresa e sconcertata, e ha immediatamente chiesto spiegazioni a Budapest. Come hanno ricordato i portavoce dell’UE, l’accordo di Dublino III “non prevedo la sospensione dei trasferimenti dei rifugiati da parte degli Stati che li devono accogliere. La Commissione ha chiesto all’Ungheria un chiarimento immediato sulla natura e la portata del suo impedimento tecnico e sulle misure adottare per porre rimedio alla situazione”.