Storia di (stra)ordinaria immigrazione si potrebbe definire la drammatica vicenda, riferita dalle autorità di Almeria, di un migrante di 27 anni che ha tentato il suo ingresso clandestino in Europa, transitando per la Spagna, chiuso e raggomitolato in una valigia che il fratello aveva sistemato nel bagagliaio dell’auto. Il giovane magrebino, di nazionalità marocchina, però non ha fatto i conti con la pericolosità della sua iniziativa ed è morto soffocato poco prima di arrivare sulla costa iberica.

Dopo gli accertamenti, la Guardia Civile ha spiegato che il fratello della vittima si era imbarcato con la vettura su un traghetto che collega Mellila, l’enclave spagnola in Marocco, in Almeria, nel profondo sud della Spagna, dove il giovane marocchino voleva far entrare illegalmente il fratello minore, ma durante il viaggio ha scoperto tardivamente che non respirava e ha immediatamente avvertito l’equipaggio che ha subito cercato di soccorrerlo tentando inutilmente di rianimarlo tramite respirazione artificiale e massaggio cardiaco.

Oltre al dramma, a farne le spese è stato il fratello maggiore, arrestato con l’accusa di omicidio colposo. Non è la prima volta che si azzarda la clandestinità attraverso questa tragica metodica. Nei primi di maggio infatti Adou, un bambino di otto anni proveniente dalla Costa D’Avorio, era stato trovato nascosto in una valigia mentre cercava di oltrepassare il confine tra il Marocco e l’enclave spagnola di Ceuta. Nell’occasione era stato il padre, residente in Spagna, ad aver cercato di introdurre il piccolo nel paese di nascosto, per motivazioni di natura economica. Una storia però quella di Adou finita decisamente meglio, col bambino sanissimo che scovato dai raggi X alla dogana aveva poi suscitato l’indignazione della Spagna intera finendo con l’ottenere il visto gratuito per l’ingresso nel paese.