Ancora un’altra tragedia nel Mare Egeo, dove l’ondata dell’immigrazione non conosce requie. Una barca carica di profughi è infatti naufragata al largo di Izmir, in Turchia, mentre si stava dirigendo verso l’isola greca di Lesbo.

Sono otto finora i corpi recuperati lungo la costa della città: tra questi sei sono dei bambini. Secondo le autorità il barcone in legno si sarebbe rovesciato in quanto troppo carico o forse a causa del mare agitato e dopo essersi rovesciato si sarebbe inabissato. Altre quattordici persone risultano disperse dal conteggio di coloro che sono stati tratti in salvo.

Purtroppo non si tratta di una tragedia isolata, e ormai il bilancio dei morti in mare ha raggiunto dimensioni devastanti. Nella giornata di ieri 11 migranti sono annegati sempre al largo della costa turca, mentre martedì altre 13 persone avevano perso la vita.

Secondo i dati delle autorità locali sono circa 80mila i migranti soccorsi nel 2015 lungo le coste della Turchia, mentre 3mila non ce l’avrebbero fatta: l’obiettivo è sempre lo stesso, raggiungere le isole greche e trovare accoglienza, una metà toccata da 600mila persone in tutto i 12 mesi dell’anno quasi terminato.

Ieri poi la Guardia Costiera insieme alla Marina Militare e la Guardia di Finanza hanno recuperato circa 860 profughi provenienti dalla Libia che si trovavano su gommoni che puntavano verso la penisola italiana. Le persone soccorso sono state portate a Porto Empedocle e Lampedusa.