L’Unione Europea ha ratificato un piano per affrontare il problema dell’immigrazione, ma ciò non vuol dire che gli sbarchi sulle coste italiane stiano diminuendo.

Circa 200 migranti sono infatti arrivati a Catania durante la scorsa notte, a bordo della nave Zenar. Tra questi anche due minorenni e 18 donne, mentre sulla nave sono stati trovati anche cinque corpi di uomini morti.

I sopravvissuti, accolti dalla Caritas e dalla guardia costiera, hanno raccontato che nel Canale di Sicilia sarebbero morte circa quaranta persone a seguito dell’affondamento di uno dei due gommoni su cui si trovavano, provocato da un incidente avvenuto prima delle operazioni di salvataggio. Sugli eventi sono in corso le indagini della Procura di Catania.

In queste ore sono anche attesi a Palermo altri profughi salvati dalla nave pattuglia Borsini della Marina. A Lampedusa, invece, la Guardia di Finanza ha arrestato tre tunisini accusati di essere scafisti.

A Pozzallo, in provincia di Ragusa, è sbarcata anche la nave Phoenix gestita da Medici senza frontiere. L’imbarcazione, che si occupa di soccorso in mare aperto, ha salvato circa 370 migranti provenienti dalla Libia, mentre altre 104 persone portate in salvo sono state trasferite su un’altra nave.

Il sindaco della città ha dato l’allarme, invocando l’aiuto del governo e degli amministratori dei paesi circostanti. Il numero di migranti, facendo un raffronto con il 2014, sarebbe infatti destinato a raddoppiare e la cittadina non solo non è attrezzata per ospitare tutti, ma è anche stremata dai numeri dalla prova dell’anno precedente.

Luigi Ammatuna ha parlato davanti al senato chiedendo l’intervento dello Stato: “Ci siamo distinti per accoglienza e solidarietà che però la città paga cara: siamo un centro turistico e registriamo un calo di presenze non indifferente. Ho chiesto al ministro Alfano una compensazione per rilanciare la città: ma sono passati due anni e non ho ricevuto un euro, mentre Lampedusa ha avuto 20 milioni di euro. Serve responsabilità da parte del Governo, ma anche dei sindaci di tutta Italia per contribuire all’accoglienza. Occorre cercare di distribuirli per fare accoglienza nel modo giusto, invece così siamo sotto stress tutto il giorno“.

Il ministro degli Esteri Gentiloni ha ammesso che lo sforzo profuso dell’Europa sta servendo ma non è abbastanza: “Non basta aggiungere una decina di navi diverse da quelle italiane. questo non è condividere un’emergenza europea“. Contestualmente ha chiesto adi affrettare I tempi per un accordo con la Libia e la creazione di un governo di unità nazionale, visto che il periodo del Ramadan è ormai alle porte.