Nella giornata di ieri l’Austria ha dato il via ai lavori per l’edificazione della barriera anti – immigrazione lunga 250 metri che dovrà limitare l’afflusso verso il Brennero dei migranti provenienti dal confine italiano.

Il progetto originale del muro prevede che questo comprende anche l’autostrada e la strada statale in modo da impedire qualsiasi attraversamento dello Stato senza autorizzazione. Al momento è in corso lo smontaggio dei guardrail proprio per procedere all’installazione della barriera e successivamente verrà modificata la segnaletica in tal senso.

In prossimità della barriera verrà allestito anche un centro di registrazione, mentre i controlli verranno effettuati in un parcheggio nelle vicinanze.
L’iniziativa, come già annunciato in precedenza, non piace affatto al governo italiano, che ha inviato le proprie rimostranze all’Ue attraverso il sottosegretario delegato Sandro Gozi, il quale ha definito l’iniziativa austriaca come “un grave errore che viola le regole europee” e una “decisione che contravviene allo spirito e alla lettera degli accordi europei oltre che all’amicizia che lega Italia e Austria“.

Come già accennato settimana scorsa l’Austria prevede che il flusso proveniente dal Mediterraneo possa raddoppiare in ragione della chiusura della rotta balcanica e dell’estate, che arriderà ai tentativi di sbarchi via mare.

La replica del presidente Heinz Fischer è stata all’insegna della diplomazia, ricordando come la barriera del Brennero “non prevede un muro oppure filo spinato“, per quanto abbia avvertito tutta l’Europa che “servono più controlli per chi vuole entrare“. In realtà per il momento il numero di arrivi in Austria sembra essersi stabilizzato intorno ai 20-25 migranti al giorno, come riportano i membri dell’associazione Volontarius di stanza in Alto Adige, i quali ritengono esagerate le previsione austriache. In ogni caso l’inizio delle operazioni di controllo dovrebbe prendere il via verso la fine di maggio, ma si procederà anche in base all’effettivo flusso migratorio.

In Italia c’è chi come Matteo Salvini ha applaudito l’iniziativa (“Altro che il buonista Mattarella. Fa bene l’Austria che evidentemente ha politici che difendono gli interessi dei loro cittadini“), ma anche chi come Domenico Manzione, sottosegretario all’Interno, sottolinea come la mossa sia da leggere in chiave politica anche se controproducente per l’economia austriaca (“Sarebbe una perdita secca consistente, per questo abbiamo insistito che l’area restasse aperta, ma l’Austria ha elezioni politiche importanti alle porte“).