Non sono certe neutrali le previsioni sul tema dell’immigrazione che il ministro dell’Interno austriaco Johanna Mikl-Leitner ha reso pubbliche un giorno prima dell’incontro con il suo omologo italiano, Angelino Alfano. Si parla di un raddoppio del flusso nel 2016, con cifre che dovrebbero aggirarsi intorno ai 300mila arrivi a fronte dei 150mila dell’anno passato.

È quanto previsto dalle autorità austriache, secondo le quali la chiusura del varco del Brennero porterà a un’intensificazione degli arrivi di migranti, la maggior parte dei quali, argomenta il ministro sono “soprattutto nordafricani che non hanno diritto all’asilo

Quella della Mikl-Leitner sembra essere un’avvertenza precisa all’Italia, sulla scorta di quanto avvenuto con gli altri Paesi confinanti dell’Est europeo, ovvero Slovenia, Croazia e Macedona: “Vogliamo informare anche l’Italia delle misure che intraprenderemo, se vi sarà un flusso incontrollato di migranti dall’Italia all’Austria“.

E viceversa l’incontro di domani a Roma servirà anche ai nostri vicini per informarsi circa le misure di sicurezza prese dalle autorità italiane riguardo alla protezione delle frontiere, alla funzionalità degli hotspot presenti nel Meridione e anche per offrire aiuto in merito.

Dall’altra parte dell’Europa il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha sfoderato parole piuttosto dure contro la UE, come minaccia potenziale nel caso questa non rispetti l’accordo ormai siglato. Solo lunedì aveva preso il via il primo dei rinvii dalla Grecia verso la Turchia, con l’imbarco di circa 200 migranti. La maggiore preoccupazione di Ankara sembra riguardare i visti dei cittadini turchi, sui quali alcuni Paesi membri stanno avendo ripensamenti.

Dalla UE sono arrivate rassicurazioni riguardo ai lavori in corso, ricordando come le difficoltà dovranno essere affrontate insieme per mantenere saldo l’accordo. È stato poi reso pubblicato un rapporto dell’Unicef secondo il quale sarebbero ben 22mila i bambini rimasti in in Grecia, il 10% dei quali sarebbero non accompagnati e quindi maggiormente soggetti a rischi. Per di più nei tre mesi del 2016 è stata riscontrata una crescita del fenomeno del 300% rispetto allo stesso periodo del 2015.