Il tema dell’immigrazione è al centro dello scontro che sta opponendo Italia e Francia: teatro della polemica è tra le due nazioni è il confine di Ventimiglia, dove da due giorni sono accampate un’ottantina di persone (Somalia, Afghanistan, Sudan, Eritrea i principali Paesi di provenienza), lo zoccolo duro irriducibile di un gruppo di migranti che vogliono attraversare il confine per chiedere asilo oltralpe, e che si sono scontrate con la chiusura improvvisa della frontiera da parte francese.

Nel frattempo la situazione si sta facendo incandescente, e non solo per il caldo che gli immigrati sono costretti a sopportare sugli scogli dove hanno stabilito la propria base. Da Milano e Roma sono infatti arrivati altri 250 clandestini e le autorità locali non sanno più come comportarsi. La polizia di frontiera sta cercando di sgomberare l’assembramento, la Croce Rossa e le altre associazioni caritatevoli hanno iniziato a distribuire cibo e bevande e sono stati portati alcune attrezzature igieniche, ma le maggiori cariche della città non hanno la possibilità di edificare un campo profughi.

Ciò che manca è infatti l’assenso della Regione, con il neo eletto presidente Giovanni Toti che teme l’afflusso di centinaia e centinaia di migranti, e che per rendere operativo un centro profughi necessiterebbe di richiedere l’approvazione al governo dello stato d’emergenza.

Ma proprio su Matteo Renzi il consigliere di Berlusconi scarica la responsabilità di quanto sta avvenendo in queste ore: “Non so nulla della richiesta dello stato di emergenza, a me non ha chiesto niente nessuno, in ogni caso dico che da parte della Regione non ci sarà alcun campo profughi, alcuna tendopoli a Ventimiglia e sul confine dove vivono di turismo. È una situazione surreale, ed è disumano quanto il governo sta lasciando accadere sul confine, con le persone ammassate sugli scogli”.

Intanto arriva la versione della Francia sulla questione. Le autorità di frontiera affermano di non aver mai bloccato il confine con l’Italia, sospendendo così il trattato di Schengen: secondo fonti italiane, invece sarebbero stati reintrodotti controlli fissi, come dimostrerebbe lo schieramento militare presso ponte San Ludovico.

Sembra che anche in Svizzera da alcuni mesi la polizia di frontiera stia impedendo il passaggio di immigrati – si parla di circa 1700 respinti nel giro di cinque mesi – come starebbe succedendo anche in Francia. E Renzi minaccia l’Europa, che sta accelerando sui rimpatri: si rispettino i patti o si arriverà a un famigerato e per ora non delineato “piano B”.