Si è conclusa poco dopo le 21 la riunione straordinaria del Consiglio Europeo intorno all’allarme immigrazione, che era stato preceduta da un incontro tra Angela Merkel, David Cameron, François Hollande e Matteo Renzi. E proprio il Presidente del Consiglio italiano è il più soddisfatto di queste vertice, che aveva caldeggiato sin dalla tragedia del naufragio del barcone nel Canale di Sicilia, in seguito alla quale hanno perso la vita più di 800 persone.

Sostanzialmente è stato approvato il piano individuato dai Ministri degli Esteri e degli Interni a Bruzelles, con qualche caveat e alcune promesse di collaborazione in più. In primo luogo il risultato più importante è quello del triplicamento dei fondi dell’operazione Triton e Poseidon, che passano così da 3 a 9 milioni di euro di budget, avvicinandosi così all’entità del precedente Mare Nostrum.

C’è però divergenza di opinioni sullo scopo di Triton, che per molti dei Paesi membri non dovrà trasformarsi in una operazione di ricerca e salvataggio di migranti, per evitare di diventare un possibile fattore di richiamo per l’immigrazione, ma dovrebbe occuparsi solo di pattugliamento delle frontiere.

L’alto rappresentante per la Politica estera e di difesa europea Federica Mogherini ha però precisato che “la legge del mare obbliga al salvataggio, quindi aumentare la portata della missione Triton, determina automaticamente un aumento dei salvataggi in mare“. Alla stessa Mogherini è stato affidato un mandato esplorativo per la creazione di un piano di sicurezza in Libia, preludio a una possibile missione di polizia internazionale, che dovrà però tenere conto delle divisioni interne nel Paese nordafricano da cui partono la maggior parte dei migranti.

Meno rosea la prospettiva di questi ultimi una volta raggiunte le coste italiane, dato che non è stato raggiunto alcun accordo riguardo al progetto pilota di ridistribuzione degli immigrati nei vari stati dell’UE, che secondo i prospetti avrebbe dovuto toccare le 5mila unità e non si è discusso di come avverr.

Il primo ministro inglese David Cameron ha offerto l’aiuto del proprio Paese nell’opera di pattugliamento, ma senza alcuna adesione ufficiale a Triton: la portaelicotteri Bulwark, due pattugliatori e tre elicotteri sono i mezzi promessi dalla Gran Bretagna, ma solo a patto che “le persone salvate siano portate nel Paese sicuro più vicino, probabilmente in Italia, e che non chiedano asilo nel Regno Unito“.

Rimangono invece varie perplessità sulla missione di Politica europea di sicurezza e difesa comune (Pesd), ovvero la lotta ai trafficanti di migranti. I dettagli dell’operazione militare proposta dall’Italia, la distruzione dei barconi sulla costa libica, appaiono ancora fumosi, come ha riscontrato il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz: “Non vedo come i militari possano neutralizzare i barconi: penso a operazioni di polizia internazionale in collaborazione con i Paesi della sponda sud: indagini su dove stanno queste imbarcazioni, grazie anche a intercettazioni, in modo da trovarle e distruggerle“.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha richiesto il rispetto dei Trattati e la registrazione dei migranti, cui saranno prese le impronte digitali. Contestualmente, a parte rassicurare sulla disponibilità economica, che non sarà un problema, è stato chiesto che vengano sviluppate “procedure per la redistribuzione dei rifugiati in tempi di emergenza con un progetto pilota tentando una strada diversa da Dublino ma dipende anche dalla forza economica di un paese”.