Anche gli Stati Uniti pronti a fare la propria parte per scongiurare la crisi dell’immigrazione di questi mesi. Il Segretario di Stato John Kerry ha infatti annunciato domenica che l’America è pronta ad accogliere 85mila profughi nel 2016 e ha stimato che nel 2017 si potrebbe arrivare a un totale di 100mila.

La previsione di Kerry, avvenuta a Berlino a margine dell’incontro con il ministro degli Esteri tedesco, nelle parole del politico statunitense sarebbe nel pieno rispetto della “tradizione dell’America quale terra di seconde opportunità e faro di speranza”. I due politici hanno poi fatto visita ai siriani ospiti del capoluogo tedesco. Le stime di Kerry rappresentano un aumento importante rispetto agli annuali 70mila visti rilasciati dalle autorità americane.

Tuttavia per quanto significativo questo incremento possa essere non sarebbe comunque sufficiente per affrontare adeguatamente la crisi, ha affermato Eleanor Acer, direttrice del programma di protezione dei rifugiati dell’organizzazione Human Rights First: l’associazione umanitaria starebbe spingendo affinché l’anno prossimo l’America inizi ad accogliere 100mila siriani, senza contare i migranti di altre nazionalità.

Dall’inizio della crisi siriana risalente a quattro anni fa gli Stati Uniti hanno accolto solo circa 1500 siriani. La maggior parte dei profughi arrivati in America l’anno scorso proviene invece da Iraq, Somalia e Bhutan.

L’annuncio di Kerry ha provocato reazioni contrastanti in patria, i leader del congresso repubblicano hanno parlato di un consequenziale aumento del rischio per la sicurezza nazionale. In una dichiarazione congiunta Bob Goodlatte e Chuck Grassley hanno affermato che “l’Isis e gli altri gruppi terroristici hanno chiaramente fatto intendere che useranno la crisi dei rifugiati per entrare negli Stati Uniti. E tuttavia il governo vuole introdurre dei profughi senza un piano solido che impedisca ai terroristi di infiltrarsi tra le loro fila.”

Tuttavia lo stesso Kerry, alla domanda sul motivo per il quale il suo Paese non potesse accogliere più persone, ha dovuto ammettere di dover fare i conti con la mancanza di fondi garantiti dal Congresso e dalle misure di sicurezza entrate in vigore dopo l’11 settembre.