La parola francese  impasse (composto di ‘in-’ e ‘passe’, dal verbo ‘passer’ = ‘passare’) è letteralmente traducibile in ‘(strada) senza sbocco’, ‘senza via d’uscita’, ‘vicolo cieco’. In italiano, l’ espressione è comunemente usata, in senso figurato, per indicare una situazione difficile, ingarbugliata, apparentemente impossibile da risolvere, e quindi ‘senza via d’uscita’ (“essere, trovarsi in un’ impasse”; “uscire dall’ impasse”). E’ comune sentire parlare di impasse nell’ ambito di trattative, contrattazioni e tentativi d’ accordo, specie in ambito politico o sindacale, qualora ci si trovi ostacolati da difficoltà di varia natura per le quali non si prevede una facile o prossima risoluzione.

Sinonimi di impasse possono dunque essere considerati: punto morto, stallo, pasticcio, vicolo cieco, difficoltà, problema, ostacolo, intoppo, incaglio, arresto.

Esempi di corretto utilizzo della parola possono essere le frasi: “I dibattiti su quella proposta hanno determinato un’ impasse”; “La prima tornata di consultazioni ha evidenziato una totale impasse”; “Mi trovo in una momentanea impasse”; “Ero convinto che il piano elaborato ci avrebbe consentito di superare l’ impasse in cui ci troviamo”; “Questa impasse può essere risolta con un’ ulteriore analisi”; ecc.

Il termine francese impasse è tuttavia noto anche agli ambienti del bridge, dove viene utilizzato per indicare una particolare giocata o mossa effettuata dal giocatore in coppia con il ‘morto’ e basata sull’ ipotesi che una determinata carta sia in possesso dell’ avversario che ha già giocato piuttosto che di quello che deve ancora giocare. Nel caso la previsione si riveli esatta, tale mossa consente di fare una presa in più. In tal senso, esempi di utilizzo del termine sono rappresentati dalle frasi: “Impasse ed expasse, nel bridge, sono il pane di tutti i giorni: è quindi importante aver confidenza con i loro meccanismi” o “Scopo dell’ impasse è affrancare prese, non ‘mangiare’ onori all’ avversario”.