Della serie a volte ritornano: la storia del complotto mondiale per impiantare microchip nelle persone – l’obiettivo è quello di averle sotto controllo – è nato una decina di anni fa. L’impianto di microchip Rfid – come quelli che si usano per identificare cani e gatti – sarebbe un “marchio della Bestia” – ovvero di Satana.

Spesso si usava a sostegno della tesi una citazione del libro dell’Apocalisse, che parla di un “marchio sulla mano destra o sulla fronte” messo dalla Bestia su “tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi” in modo che “nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio”.

Questi miti ogni tanto rifanno capolino. Sui siti complottisti l’anno scorso si diceva che la riforma sanitaria di Obama ne sarebbe il primo passo perché prevederebbe l’inserimento di microchip nel corpo umano. Peccato che il malloppone approvato – disponibile qui - non ne faccia alcuna menzione. L’unico riferimento ai chip è  la sigla Children’s Health Insurance Program, ovvero una copertura assicurativa sanitaria per bambini.

Altri riferimenti citati dai complottisti riguardavano un disegno di legge mai approvato che prevedeva di istituire un registro nazionale dei dispositivi impiantati – ovvero pacemaker, protesi… Qualche mese fa c’era chi raccontava che Papa Francesco avrebbe lodato i microchip Rfid durante un discorso ai fedeli – altra bufala…

Ora la cellula complottista italiana è ritornata alla carica perché in due scuole del Trentino hanno deciso di utilizzare microchip per monitorare assenze e ritardi. Il dispositivo incriminato si trova sul libretto delle assenze, ma per i nostri paranoici amici “Per ora il microchip NON è impiantato sottopelle, ma la direzione intrapresa è inequivocabile“. Il sistema permette di eliminare i tempi morti legati all’appello in classe e rende più difficile marinare la scuola. Io non ci vedo altro.

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