Non ne può più un imprenditore veneto che ha aperto una catena di ristoranti giapponesi fusion Zushi e che, al “Corriere del Veneto”, ha raccontato quanto sia difficile trovare personale per le sue attività. Molti di loro non si presentano neppure ai colloqui e non si preoccupano minimamente del loro futuro, della loro occupazione. “Buonasera, chiamo per dire che non posso più venire a lavorare da voi perché mio padre mi ha regalato un appartamento e sarò impegnata ad arredarlo” o ancora “Devo lavorare ad un chilometro da casa? No, scusi, troppo lontano”, sono queste le scuse e le frasi che si è sentito dire l’imprenditore Cristiano Gaifa.

Lavoro, imprenditore denuncia: “I colloqui? Un disastro”

“Se sento parlare di disoccupazione giovanile, racconto gli ultimi colloqui che abbiamo fatto” ha scritto l’imprenditore. “I ventenni non sentono il problema della disoccupazione. Temo che abbiano ancora molte sicurezze economiche alle spalle, ovvero i genitori [...] Noi offriamo lavoro per camerieri ma anche per direttori e vicedirettori di ristorante” ha dichiarato l’imprenditore al “Corriere del Veneto”. Gli ultimi colloqui sono stati “un disastro”: “Tre interpellati su tre, tutti disoccupati, mi hanno detto: ‘Ci penso e vi faccio sapere’. E non hanno telefonato. Allora li abbiamo richiamati noi. ‘No, grazie’”. “Su dieci che ci contattano almeno ter candidati non vengono neanche al colloquio iniziale senza avvertire. L’altro giorno il direttore di un nostro ristorante ha aspettato per un pomeriggio intero e su tre prenotati non ne è venuto neppure uno” ha concluso.