Un professionista di Cuneo è stato denunciato per lesioni personali aggravate, violenza privata, minacce e danneggiamento per aver aggredito il compagno del figlio gay, un suo amico e un automobilista scambiato per l’amante del figlio. L’uomo il 16 maggio scorso, con la complicità di un amico, avrebbe utilizzato una mazza da baseball per aggredire 3 giovani in un’area di servizio di Benevello, in provincia di Cuneo. L’uomo avrebbe carpito le informazioni sul luogo dell’appuntamento tra i due amanti entrando di nascosto nel profilo Facebook del figlio.

Arrivato nell’area di sosta il padre inferocito avrebbe aggredito un automobilista scambiato per l’amante del figlio. Accortosi dell’errore avrebbe rintracciato il giovane che si trovava insieme a un amico in un’altra auto e li avrebbe picchiati. I due hanno riferito di essere stati minacciati anche con una pistola. Inizialmente si era pensato a una rapina ma le riprese delle telecamere hanno spinto i Carabinieri a indagare, portando alla luce l’aggressione omofobica.

Arcigay: Parlamento approvi subito legge contro omotransfobia

L’episodio è stato condannato dal segretario nazionale dell’Arcigay Gabriele Piazzoni, che ha chiesto un intervento deciso delle istituzioni di fronte all’ennesimo caso di omofobia:

Un episodio di gravità inaudita, un allarme che deve essere affrontato con urgenza dal Parlamento. Questi sono gli episodi per fronteggiare i quali chiediamo una legge contro l’omotransfobia che punisca con severità atti di questo tipo. Servono perciò specifiche aggravanti, le stesse che chiediamo da anni, invano, alla politica.

Imprenditore si difende: ho solo protetto mio figlio

Intanto l’imprenditore si difende e afferma di aver semplicemente protetto suo figlio:

Ma quale omofobia, ho solo cercato di difendere mio figlio dai continui ricatti, e dalle avances sessuali di quell’uomo.

Una tesi sostenuta a gran voce anche dall’avvocato difensore Matteo Ponzio:

È ovvio che non si è trattato di una spedizione omofobica. Voleva invitare l’uomo a smettere di importunare il figlio ed è intervenuto soltanto dopo che quell’uomo ha tentato di investire il giovane con l’auto.

I Carabinieri stanno passando al vaglio le versioni dell’accusato e dei giovani aggrediti. A difendere le due vittime è l’ex presidente leghista della Regione Piemonte Roberto Cota che non ha voluto sbottonarsi:

Stiamo aspettando che finiscano gli accertamenti, dopo vedremo il da farsi.