Torna, puntuale come ormai da sei anni, l’indagine di Amway, che s’interroga sulla voglia di imprenditorialità e autonomia professionale di uomini e donne italiane.

L’indagine, realizzata in collaborazione con Gfk e l’Università Tecnica di Monaco (TUM), è stata condotta su un campione di 50.000 persone in 44 Paesi nel mondo. L’Amway Entrepreneurship Spirit Index (AESI), il cui scopo è misurare scientificamente, su una scala da 0 a 100, il valore dello spirito imprenditoriale di un Paese coniugando 3 variabili: desiderabilità per questo tipo percorso lavorativo, percezione della fattibilità in base alle proprie competenze e stabilità di tale decisione rispetto alle pressioni sociali.
Per l’Italia i dati emersi presentano uno scenario confortante per quanto riguarda l’avvio di un’attività in proprio, mettendo in risalto i fattori che la influenzano e quelli che la ostacolano, anche rispetto ai diversi Paesi presi in esame. In generale il 73% degli intervistati in Italia mostra un atteggiamento positivo verso l’imprenditorialità, dato sostanzialmente invariato rispetto al 2014 e in linea con la percentuale europea (72%) e mondiale (75%).

In particolare, nel nostro Paese, tra chi si dichiara favorevole all’imprenditorialità spiccano i giovani under 35 (81%) e i laureati (88%). Confermato il trend positivo al femminile, con il 69% delle donne che mostra propensione verso il lavoro autonomo. I dati più interessanti sono però quelli che riguardano la potenzialità imprenditoriale, cioè la capacità degli intervistati di immaginarsi concretamente impegnati nell’avvio di un business in proprio: il 42%, infatti, si vede capace di iniziare un’attività in autonomia, contro il 38% della media europea e il 43% di quella mondiale, e in particolare sono ancora i giovani (52%) e i laureati (57%) a mostrare il potenziale più elevato.

Di grande rilievo l’analisi dei dati al femminile, che denotano il miglior trend di crescita dal 2013 a oggi, passando dal 32% all’attuale 38,5%, riducendo il gap rispetto agli uomini di quasi 12 punti percentuali (da -19% a – 7,5%) in soli due anni.

Fabrizio Suaria, ad Amway Italia da sei anni: “Cercare di capire come si evolve il mercato a livello mondiale ci interessa – le sue parole – ci spostiamo sempre più dall’idea del posto fisso per sempre verso qualcosa di diverso, un po’ più sfidante come un’opportunità imprenditoriale”.

L’imprenditorialità è positiva o negativa? Positiva in Italia per il 73% degli intervistati, dato in linea con l’Europa (72%) e il mondo (75%). Questo 73% diventa 81% tra i giovani Under 35 e ancora più alto tra i più scolarizzati. Alla domanda “Ma tu ti vedresti imprenditore?”, i dati calano drasticamente: in Italia la media è del 42%, anche se rimane più alto della media Europa (38%).

Durante la giornata di discussione a Milano, c’è stata anche la possibilità di poter avere delle testimonianze dirette da parte di alcune donne; da Claudia, incaricata alle vendite in Italia per Amway dal 2011, ad Erica, una delle tre socie che hanno dato viga alla startup Mamma m’ama che commercializza omogeneizzati biologici.