Secondo i dati Istat di settembre, le imprese di costruzione sono più ottimiste per quanto riguarda gli ordini e i piani edilizi, tuttavia…

Le attese per quanto riguarda l’occupazione sono preoccupanti e ancora di più rispetto al mese di agosto, in cui tra l’altro si era già manifestato qualche segnale di ripresa. È quanto rileva l’Istat, in base alla solita indagine sul clima di fiducia dell’Economia italiana, dalla quale emerge che l’indice di fiducia riferito al settore edilizio è salito a 78,6 rispetto al 77,1 di agosto.


Le imprese dicono, infatti, che la durata dell’attività assicurata dai lavori edilizi in corso o da eseguire è aumentata da 7,9 a 9,6 mesi e questa constatazione induce a migliorare i giudizi sugli ordini e/o sui piani di costruzione.

Nel dettaglio, l’indice di fiducia riferito al settore edilizio sale da 66,1 a 67,1 nella costruzione di edifici, mentre scende da 91,1 a 88,3 nell’ingegneria civile e da 91,4 a 90,2 nei lavori di costruzione specializzati.

Tuttavia la fiducia delle imprese di costruzione è incrinata da un fattore fondamentale: l’incertezza sull’occupazione futura. Esse, quindi, mostrano un certo ottimismo per quanto riguarda una prospettiva lavorativa a breve o medio termine, ma continuano ad essere preoccupati per un futuro più lontano: dubbi e incertezze per le attese sull’occupazione permangono, nonostante l’ottimismo dei costruttori, che peraltro non può essere eterno e va incentivato a tutti i costi, perché l’edilizia è un settore trainante dell’economia italiana e quindi anche del mercato immobiliare nazionale. L’altra faccia della medaglia è…la stagnazione di entrambi i comparti dell’economia.