Matteo Renzi oggi è intervenuto a proposito degli impresentabili, ovvero quei candidati alle prossime elezioni che hanno già subito delle condanne giudiziarie e quindi ora, per effetto della legge Severino, non sono eleggibili.

La lista dei cosiddetti impresentabili alle elezioni Regionali e Comunali di domenica 31 maggio era attesa per le ore 13 di quest’oggi, ma è stata rinviata al pomeriggio. Una decisione che è destinata a scatenare nuove polemiche, visto che in particolare dal Movimento 5 Stelle erano arrivate delle critiche al governo per aver rimandato la comunicazione proprio alle ultime ore di campagna elettorale.

La presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi, che dovrebbe rilasciare la lista degli impresentabili nelle prossime ore, ha intanto richiesto: “più rispetto per il lavoro svolto.” E adesso sull’argomento ha parlato anche Matteo Renzi.

Riguardo ai candidati impresentabili alle elezioni di domenica, Renzi ha sostenuto l’inutilità delle polemiche che sono divampate negli scorsi giorni, dichiarando: “Mai visto dibattito così autoreferenziale e lontano dalla realtà. Perché sono pronto a scommettere che come tutti sanno, ma nessuno ha il coraggio di dire, nessuno di loro – nessuno! – verrà eletto. Sono quasi tutti espressioni di piccole liste civiche.”

Matteo Renzi ha poi approfittato delle ultime ore di campagna, prima del silenzio elettorale di domani, per attaccare ulteriormente i suoi “avversari” politici. Dopo la frecciatina lanciata ieri sera a Silvio Berlusconi nel corso del programma Virus, adesso il premier se l’è presa con M5S e Lega Nord: “C’è chi tutte le mattine spera che le cose vadano male. Sono i Beppe Grillo, i Matteo Salvini: quelli per cui più va male, meglio è. Capisco la Lega e i Cinque Stelle. Fanno una scommessa sulla paura e sulla rabbia. Perché paura e rabbia sono monete preziose nel mercato elettorale. Ma noi non li inseguiremo mai in quel terreno. […] Domenica non si vota per il governo nazionale e nemmeno per il congresso del Pd. Si vota per decidere il futuro delle Regioni e di alcuni comuni, per i prossimi cinque anni.”