Eliminare l’Imu sarebbe una “misura sconsigliabile” perché “iniqua”, “poco efficiente e regressiva”, e costerebbe, inoltre, circa 4 miliardi di euro l’anno. Questo il parere del ministro Saccomanni che, in alternativa alla cancellazione della tassa sulla prima casa ha proposto 9 ipotesi di interventi alternativi per porre una fine, entro fine agosto, ad una riforma di tipo economico.

Tra le varie ipotesi pubblicare sul sito del Tesoro si va dalla cancellazione totale della tassa, alla più contenuta abolizione della sola prima rata, attualmente sospesa, fino alla già discussa possibilità di far confluire l’Imu in una “service tax”, una delle ipotesi più accreditate secondo quanto dichiarato dal sottosegretario Pierpaolo Baretta.

Mentre Pd e Sc hanno da subito appoggiato il parere di Saccomanni, il Pdl non ha esitato a protestare: ”Basta balletti sull’Imu. Va tolta sulla prima casa o il governo rischia. Serietà e coerenza. L’Imu sulla prima casa si toglie e basta“, ha cinguettato su Twitter il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri. Renato Brunetta, capogruppo alla Camera, a sua volta, ha rincarato la dose: “Non è più il momento delle rassegne; non è più il momento delle ipotesi. E’ ormai il tempo delle proposte: chiare politicamente, responsabili finanziariamente e utili per l’economia del nostro paese. Ci auguriamo che arrivino quanto prima“.