In questi giorni, moltissimi italiani proprietari di terreni agricoli in montagna sono preoccupati poiché i parametri per il pagamento della nuova IMU agricola non sono ancora stati chiarificati dal Governo.

Con un Consiglio dei Ministri straordinario, il Governo ha finalmente emanato quelli che sono i nuovi criteri altimetrici che hanno portato all’esenzione totale per 3.456 Comuni montani (nella relazione precedente erano invece 1498) ed esenzione parziale per 655 Comuni. Chi non avrà alcun esonero, dovrà invece pagare la tassa entro il 10 febbraio 2015. Ecco la lista completa pubblicata dal Governo che indica i Comuni esenti, parzialmente esenti e non esenti.

“Abbiamo lavorato per una soluzione definitiva e strutturale della vicenda Imu sui terreni montani - ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – con il decreto di oggi abbiamo risolto i problemi amministrativi sopravvenuti”.

CHI PAGA, CHI NON PAGA?
Per l’IMU agricola montana del 2015 (da pagare a giugno e dicembre 2015), l’elenco pubblicato dal Governo ha suddiviso in tre categorie i Comuni, indicate con altrettante diverse sigle: la sigla T indica che il Comune è montano, quindi, a prescindere dall’altitudine, ha una esenzione totale; la sigla P è relativa ai Comuni parzialmente montani e quindi paga l’imposta solo chi non è coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale, infine, la sigla NM significa non montano e quindi pagheranno tutti.

Per il pagamento dell’Imu 2014 va invece considerata l’altitudine del Municipio, e il principio applicato è il seguente: tra 0 e 280 metri pagano tutti, tra 281 e 600 pagano solo coloro che non sono coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali, oltre i 600 metri non paga nessuno.

QUANTO SI PAGA?
Per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali si tiene in considerazione il reddito dominicale (presente su rogito o sito delle Entrate) rivalutato del 25% e moltiplicato per 75. Al risultato si aggiunge poi l’aliquota Imu comunale. Il calcolo dell’imponibile è: Reddito dominicale x 1,25 x 75, all’imponibile si si applica poi l’aliquota comunale.

Tutti gli altri avranno sempre il coefficiente di rivalutazione del 25% ma il moltiplicatore di 135. Il calcolo dell’imponibile è: Reddito dominicale x 1,25 x 135, e all’ imponibile si applica l’aliquota deliberata dal Comune.

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