Il premier Matteo Renzi lo ha detto all’incontro che ha avuto con i comuni ricevuti a Palazzo Chigi: “Basta miriade di tributi, faremo una local tax”. La dichiarazione del primo ministro ha scatenato la rete a seguito dell’ennesimo intervento della Cgia di Mestre, che ha calcolato come l’insieme delle imposte fissate a livello comunale rappresentino 31,2 miliardi di euro.

Una cifra che viene così suddivisa Imu e Tasi (18,8 miliardi di euro), Tari (7,3 miliardi di euro), addizionale comunale Irpef (4,3 miliardi di euro), imposta sulla pubblicità (426 milioni di euro), tassa sull’occupazione degli spazi e aree pubbliche (218 milioni di euro), imposta di soggiorno (105 milioni di euro) e imposta di scopo (14 milioni di euro).

Secondo l’associazione vicentina ora questa somma dovrebbe essere incassata da una sola imposta, la local tax. In realtà le cose non dovrebbero essere così, secondo il consigliere economico di Renzi Yoram Gutgeld, questa semplificazione dovrebbe riguardare solo le prime tre imposte dell’elenco che abbiamo fatto nel precedente capoverso, che dovrebbero essere riunite in una sola tassa che probabilmente dovrebbe essere pagata in più rate – magari anche più delle due previste per gli altri tributi.

In sé la cosa non sarebbe sbagliata e permetterebbe di semplificare un po’ il quadro, ma vedrete che la politica non riuscirà a non complicarci la vita…

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