Altra botta in arrivo. Già da quest’anno l’Imu sui terreni sarà esente solo in 1.578 comuni. A questi bisognerà aggiungere i 2.568 municipi caratterizzati da un’esenzione parziale – ovvero che riguarda coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Negli altri casi, tutti saranno chiamati a pagare.

Questi sarebbero in sintesi i contenuti di una bozza di decreto del ministero dell’Economia che rivede la normativa Imu sui terreni – che fino a ieri escludeva dall’imposizione più o meno mezza Italia, e che da domani potrebbe non applicarsi solo sui terreni delle zone considerate come “montane”.

La situazione è complicata perché chi non ha un terreno in zona montana dovrebbe essere chiamato a pagare già il prossimo 16 dicembre. E ci sono poi problemi anche per i Comuni che si vedranno tagliare proporzionalmente il fondo di solidarietà per un gettito che devono ancora recuperare.

Tutto nasce dal decreto di aprile che ha instaurato il famigerato bonus di 80 euro. Tra le coperture trovate c’era anche l’aumento del gettito relativo all’Imu sui terreni da cui si intenderebbe ricavare non meno di 350 milioni di euro.

Il decreto oggi prevede l’esenzione totale per i terreni dei comuni che hanno un’altitudine, misurata al centro del territorio comunale, superiore ai 600 metri. L’esenzione per imprese agricole e coltivatori diretti riguarderà quei comuni in cui il centro ha un’altitudine compresa tra 281 e 600 metri – e ovviamente al di sotto dei 281 metri tutti dovranno pagare.

I tempi per arrivare a completare il decreto sono molto stretti, visto che alla scadenza del saldo Imu mancano solo 18 giorni lavorativi. Un po’ pochi.

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