Continua l’emergenza incendi in Sicilia, dove la situazione sembra essere sempre più preoccupante. Le alte temperature e il forte scirocco hanno provocato decine di roghi scoppiati tra la notte di ieri e la mattinata di oggi, sparsi tra le province di Trapani, Messina, Agrigento e Palermo.

La pervasività degli incendi ha costretto la regione a chiudere l’autostrada A20 Palermo – Messina negli svincoli di Buonfornello e Castelbuono, con la polizia che pattuglia il posto; stessa misura presa anche per la statale 113, serrata all’altezza tra Lascari e Cefalù. Qui è stata evacuata la galleria

Battaglia, dopo che alcune automobili sono rimaste bloccate in seguito all’invasione del fumo provocato dall’incendio di un vicino bosco.
Fiamme alte e fumo denso anche sull’autostrada A19, dove è interessato in special modo lo svincolo di Villabate.

In mattinata ha fatto preoccupare l’incendio sviluppatosi nei pressi di Monte Caputo e arrivato fino a Monreale: l’asilo nido Il Girasole è stato evacuato dopo che circa 50 bambini hanno esibito segni di intossicazione da fumo. Per fortuna le loro condizioni non sono gravi, come hanno rilevato i medici dell’ospedale Ingrassia nel quale sono stati trasportati per i controlli del caso.

I vigili del fuoco sono poi intervenuti anche a Poggio Maria, dove una donna era rimasta intrappolata tra le fiamme nella sua villa. Altre abitazioni sono state danneggiate. Nei pressi di Cefalù è stato evacuato anche l’hotel Costa Verde: nella zona sono attivi circa un’ottantina di pompieri con l’ausilio di 18 automezzi.

Si sono rese necessarie evacuazioni anche a Bagheria, dove alcune villette dotate di bombole a gas sono state sgombrate. Mentre le fiamme hanno raggiunto la strada si attende l’arrivo della forestale.

Il blocco ha interessato anche i traghetti, sia nella tratta che collega Milazzo a Napoli che Trapani alle isole Egadi: il forte vento dello scirocco ha provocato condizioni meteo disagevoli, per cui la società di navigazione siciliana ha deciso di interrompere le corse previste.

Il capo della protezione civile, Fabrizio Curcio, ha cercato di rasserenare gli animi confermando che tutte le misure previste in questi casi sono state rese operative: “Il sistema è mobilitato, ora bisogna lavorare e sperare che il vento cali un pò, perché questo aiuterebbe le operazioni di spegnimento. Faccio un appello a tutte le persone ad avere un comportamento di attenzione al territorio”.

Rimane però il preoccupante dubbio sulla natura dei roghi che stanno sconvolgendo la regione: “Non sono in grado di dire se si tratti di incendi dolosi o meno, ma di per sé gli incendi non si creano da soli e soprattutto se nascono in più luoghi diversi.