È stata aperta un’indagine per determinare la natura dell’incendio che ieri, intorno alle 13, ha determinato il blocco dell‘aeroporto di Fiumicino. La procura di Civitavecchia si è già messa in moto con le prime rilevazioni del caso, su richiesta anche del ministro Angelino Alfano, che ha chiesto una risoluzione celere del caso, ricordando come l’analogo rogo del 7 maggio non fu di natura dolosa.

Della natura criminale del reato è convinto invece Esterino Montino, sindaco di Fiumicino, che parla di un atto vandalico premeditato, dato che l’incendio si sarebbe sviluppato su tre fronti diversi e lontani tra loro. Un’ipotesi con cui concorda la guardia forestale.

Nel frattempo i voli sono ripresi dopo che le fiamme sono state domate intorno alle 17 di ieri pomeriggio. Inevitabili dunque i ritardi che hanno dovuto affrontare gli operatori nella giornata di ieri, ma secondo l’Enac l’interruzione del servizio, causato dal rogo delle sterpaglie e della pineta che circonda le piste, avrebbe interessato un lasso di tempo piuttosto esiguo (dalle 14.20 alle 15.45). In realtà anche stamattina si sono riscontrati ritardi, anche forti, di molteplici voli, con conseguente corollario di lamentele dei passeggeri per le lunghe attese.

Ha fatto il giro delle agenzie stampa la trascrizione della chiamata di Matteo Renzi ad Alfano, nella quale avrebbe descritto una situazione intollerabile per il turismo romano e nazionale, anche con riferimento al rogo di maggio. ”È la seconda volta in pochi mesi e non è possibile che Fiumicino venga messo in ginocchio. Questa situazione non è tollerabile. È impensabile che il principe hub italiano, in piena stagione estiva, sia in balia di incidenti o peggio di malintenzionati e criminali“, queste le parole citate da alcune fonti provenienti da Palazzo Chigi.

Tra le società più colpite dall’incendio a Fiumicino c’è anche Alitalia, che già prima che il rogo si sviluppasse stava portando avanti una richiesta di risarcimento per l’incidente del 7 maggio: 80 milioni di euro sarebbe la somma richiesta. Ma il totale dei danni che avrebbe subito la compagnia italo-arabo potrà essere determinato solo dopo la fine dell’emergenza.

Alitalia, attraverso l’amministratore delegato Silvano Cassano, si è poi lamentata degli scarsi standard qualitativa dell’aeroporto, determinati anche da un eccessivo sfruttamento economico tramite l’appoggio incondizionato a società specializzate nei voli low cost:Se Fiumicino continuerà a puntare su compagnie low cost e servizi mediocri, Alitalia sarà costretta a spostare la sua crescita altrove L’aeroporto di Fiumicino non è ancora un’infrastruttura adeguata a fungere da hub di una compagnia con le nostre ambizioni. I problemi di Fiumicino nascono da anni e anni di investimenti e pianificazione inadeguati e sono ormai strutturali, auspichiamo meno attenzione alla finanza e più attenzione al mercato e alle esigenze dei passeggeri“.