Ancora carne sul fuoco per l’inchiesta Consip: la novità è che l’autorità anticorruzione di Cantone ha inviato alla procura di Roma, che sta seguendo la vicenda, una serie di ulteriori informazioni che coinvolgerebbero anche altre figure aziendali.

In particolare si tratterebbe di un cartello di aziende che potrebbero essersi spartiti i principali lotti della gara Fm4, per un valore complessivo di 2,7 miliardi di euro. Si tratta dell’affidamento di servizi in una serie di palazzi istituzionali a Roma riguardanti principalmente attività di pulizia e manutenzione.

Nello specifico le aziende sospettate di aver fatto cartello sono Ati Cns, Manutencoop e Romeo, che secondo una prima analisi avrebbero partecipato in via esclusiva ai vari lotti, senza sovrapporsi e senza quindi competere.

Le regioni del sud era ad appannaggio di Romeo, mentre sugli altri lotti si presentavano senza mai sovrapporsi Ati Cns e Manutencoop.

Secondo Anac, che conferma la presenza di questo nuovo dossier:

“La probabilità del verificarsi” tali circostanze “risulta essere evidentemente assolutamente marginale (…) Appare ragionevole pensare che per la gara Fm4 siano state adottate intese restrittive della concorrenza“.

Inoltre non è propriamente chiaro il ritiro di Ati Cs dai lotti Fm4 dopo le contestazioni dell’Antitrust sul bando “Scuole belle”, come è ancora da comprendere pienamente il comportamento di Consip nei confronti dell’azienda di Manital, che venne prima esclusa dalla gara e poi riammessa dopo ricordo al TAR, e dopo essere risultata vincitrice con un’offerta di 25 milioni di euro più bassa venne nuovamente esclusa dopo il ricorso di Consip al Consiglio di Stato.

La faccenda ingrossa ancora di più l’inchiesta Consip, già estremamente grave e complessa anche per il coinvolgimento di aspetti politici e figure istituzionali. Si attende il processo, fissato per il 19 ottobre, per l’imprenditore Alfredo Romeo e l’ex dirigente Consip Marco Gasparri accusati di corruzione. Sono altresì attese le conclusioni delle indagini sugli altri nomi coinvolti in questa triste vicenda, per i reati di rivelazione di segreto d’ufficio, traffico di influenze, falsa testimonianza, concorso in violazione del segreto d’ufficio.