Comunione e liberazione, Compagnia delle opere, Memores Domini, Forza Italia, Popolo della libertà. Tutte queste organizzazioni, quando si parla di Lombardia, ruotano intorno a Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia negli ultimi 17 anni. La puntata del 4 novembre della trasmissione di Raitre “Report” ha ripercorso i fili sottili che legano le vicende lombarde e di Formigoni a queste associazioni cattoliche.

Ma finora le accuse che si possono muovere con certezza al governatore ciellino sono solo di natura politica. Sull’opportunità di alcune opere, la più eclatante delle quali è la realizzazione del nuovo ospedale di Bergamo, edificato sopra un terreno paludoso la cui natura da sempre sconsiglia le costruzioni; i suoi costi sono lievitati da 284 milioni a 500 e la consegna è slittata di 4 anni.

E il problema invece più spinoso, quello che ha posto fine in anticipo alla legislatura lombarda nata nel 2010, è quello delle inchieste su consiglieri e assessori, sugli arresti di Nicoli Cristiani, Ponzoni e Zambetti (senza dimenticare, dall’altra parte, l’arresto di Penati). Troppo, perché si potesse continuare, indipendentemente dagli epiloghi che queste inchieste poi avranno nelle sedi giudiziarie.