Oggi è giornata di lutto. Stamattina, infatti, si celebrano i funerali delle 38 vittime della strage del bus di Monteforte Irpino (Avellino). Piangono i parenti, piangono le persone normali, anche chi non conosceva direttamente quelle persone. Perché oggi, nella camera ardente allestita nel palazzetto dello sport di Monterusciello, frazione di Pozzuoli, sarà lutto nazionale. All’esterno uno striscione degli ultrà: “Vi siamo vicini in questo dolore incolmabile”.

La Procura di Avellino, intanto, indaga. E tra le ipotesi di reato c’è anche la strage colposa. Lo ha detto ai cronisti il procuratore di Avellino Rosario Cantelmo, per il quale ci sono già alcuni nomi sul registro degli indagati. L’autobus è precipitato da un viadotto dell’A16 a Monteforte Irpino: 38 morti, 10 feriti tra i quali sei bambini, alcuni in condizioni molto gravi. Resta da chiarire la dinamica dell’incidente: alcuni testimoni parlano di un bus che avrebbe sterzato per evitare auto incolonnate, altri di una gomma scoppiata.

La polizia stradale, però, ha precisato come non ci siano segni di frenata, cosa che fa pensare che il mezzo abbia camminato per molto lungo il guardrail fino allo sfondamento dello stesso e alla caduta nel viadotto. Im giornata ci sarà l’autopsia sul corpo dell’autista, per vedere se guidava sotto effetto di stupefacenti o alcol o se è rimasto vittima di un malore. L’autobus, comunque, è giunto sul luogo dell’incidente a forte velocità e nel tragitto perdeva già dei pezzi. Le domande alle quali rispondere, dunque, sono ancora tante.