Emergono nuovi dettagli relativi alla tragedia ferroviaria avvenuta alle porte della stazione di Santiago di Compostela lo scorso 24 luglio procurando decine di vittime.
Le scatole nere esaminate dalle autorità giudiziarie, infatti, hanno rivelato che il macchinista del treno, Francisco José Garzon Amo, già accusato di omicidio colposo plurimoera al telefono al momento dell’incidente, motivo per il quale, probabilmente distratto ha frenato in ritardo. Quando accortosi dell’alta velocità di percorrenza in prossimità di una curva, ha tirato il freno, il convoglio andava a 192 chilometri orari e al momento dell’impatto a 152.
Secondo le prime indiscrezioni il macchinista aveva consultato poco prima del deragliamento una cartina; poi avrebbe avuto una telefonata con i tecnici della società ferroviaria Renfe, forse per discutere dei piani di viaggio. Il freno fu azionato una manciata di secondi prima dell’impatto, troppo pochi per ridurre la velocità e portarla sui livelli di sicurezza.
Nella curva ”A Gradeira” di Arois, luogo dell’incidente, il limite è di 80 km/h, ma alcuni tecnici interpellati dai media nei giorni successivi al deragliamento, hanno sostenuto che è strutturata in modo da garantire la stabilità del treno fino a un 50 per cento oltre il limite.