Non sono bastati i 79 morti causati, l’accusa di omicidio colposo plurimo, il ritiro del passaporto e l’obbligo di firma. Francos Garzon, il macchinista del treno deragliato sulla strada per Santiago de Compostela, è stato scarcerato dai giudici spagnoli ed è ora a piede libero. Incredibile, se pensiamo che mercoledì ha causato il deragliamento del treno andando ad una velocità di 190 km/h su un tratto dove il limite è 80.

I magistrati, al termine di un interrogatorio durato oltre 2 ore, hanno deciso di ritirargli il passaporto e gli hanno disposto l’obbligo di firma ogni settimana. Garzon, 52 anni, ha ammesso la sua colpevolezza. Intanto la Spagna è in subbuglio e polemizza sui soccorsi, secondo alcuni troppo tardivi e mal coordinati. Il presidente della Giunta galiziana, Alberto Nunez Feijoo: “Nonostante la situazione gravissima – ha spiegato - i soccorsi sono stati tempestivi, come è stato riconosciuto anche dalle autorità nazionali”.

E mentre oggi, alle 19, si svolgeranno i funerali solenni delle vittime, alla presenza del premier Mariano Rajoy, nella Cattedrale barocca di Santiago, il presidente galiziano prosegue nella sua inutile difesa: “La prima ambulanza era sul posto dopo appena otto minuti ed in tre ore siamo riusciti a soccorrere e portare in ospedale 178 feriti, e in 72 ore sono state fatte ben 78 autopsie”.