Giorgio Napolitano, ha invitato e ricevuto Silvio Berlusconi al Quirinale (foto by InfoPhoto). E’ il primo incontro tra i due dopo la condanna del leader del Pdl a 7 anni di carcere nel processo Ruby. La nota del Quirinale riferisce di un dialogo che ha avuto come argomenti il momento politico e istituzionale in cui il Cavaliere ha ‘confermato il sostegno suo e del Pdl al governo e all’azione che è impegnato a svolgere’.

Da fonti interne al Quirinale si apprende inoltre che sarebbe proprio il Presidente della Repubblica a prendere l’iniziativa dell’incontro e sarebbe «rimasto confortato» da questi scambi di opinioni sulle «convergenze» nel governo, un consenso ampio e convergente già appreso nella colazione con esponenti del governo in vista del Consiglio UE di oggi «con cui l’Italia nella persona del Presidente del Consiglio contribuirà allo svolgimento». 

Sull’incontro con il Capo dello Stato è intervenuto in serata anche Angelino Alfano: il ministro dell’Interno ha escluso che Berlusconi abbia richieste da avanzare in merito alle vicende giudiziarie in cui è coinvolto. “Non credo che il presidente Berlusconi avesse richieste da fare al Presidente della Repubblica – ha detto alla trasmissione ‘Porta a Porta’ – che non ha assegnati dalla Costituzione compiti di intervento nei confronti della Corte costituzionale. Berlusconi si muove da leader politico e segue l’agenda di un leader politico per cui ieri ha visto il presidente del Consiglio e oggi il capo dello Stato, al quale non ha nulla di specifico da chiedere”.

Secondo Alfano Berlusconi ha dimostrato “profondo senso dello Stato”, separando le sue valutazioni sul governo dall’”indignazione” per la sentenza del caso Ruby: “Sarebbe stata per noi una reazione naturale dire che non si puo’ stare nel governo mentre un ordine dello Stato, come i giudici, considera il nostro leader come un uomo da mandare in prigione. Invece non abbiamo compiuto questa scelta perchè la nostra bussola mette prima l’esperienza di governo”.