Un incontro tanto atteso quanto dalle alte temperature. E non tanto per le condizioni climatiche del momento, quanto per gli interpreti in campo e le loro posizioni. Il Premier Matteo Renzi ha incontrato, oggi, il Movimento Cinque Stelle, che ha portato con sé la propria proposta di legge elettorale, il Democratellum. Ma subito i toni si surriscaldano: “Secondo noi la legge è molto interessante sotto tanti aspetti, ma gravemente deficitario sotto il profilo della governabilità, la sera delle elezioni si deve sapere chi ha vinto ed eventualmente siamo pronti a introdurre il ballottaggio. Non pensate che abbiamo paura perché quando si va a prendere i voti siamo tutti bravi a prenderli”.

Luigi di Maio, vicepresidente della Camera, replica: “Voi siete un partito con una storia più lunga e avete più voti. Io ho preso 182 voti, è vero. Ma il Movimento non è stato travolto dagli scandali di compravendite di tessere. La nostra legge è il primo esperimento al mondo che riesce di legge elettorale scritta con la Rete, ve lo diciamo anche per farvi capire lo spirito con cui veniamo al tavolo: sentiamo un’enorme responsabilità verso cittadini. Vogliamo che questa legge entri in ordinamento, sappiamo che non possiamo farlo soli. Speriamo di poterlo fare con voi che siete la prima forza politica» del Paese”.

Poi alza la voce Matteo Renzi: “Ci sta bene ragionare sul merito, ma non saremo mai d’accordo se non abbiamo la possibilità che chi arriva prima, al primo o secondo turno, vinca. Chiediamo per rispetto ai cittadini mai più inciuci né grandi intese. Se ci si deve mettere insieme bisogna dirlo prima. Siamo dell’idea di rimpicciolire i collegi, ci state?. E poi siete d’accordo sulla nostra proposta di affidare alla Corte costituzionale prima il giudizio sulla legge elettorale?. Siete disponibili a ragionare di riforme costituzionali?. È inutile rivederci se non ci date delle risposte a questi interrogativi”.