Una storia atroce quella che arriva dall’ India; protagonisti una ragazzina di 13 anni, il suo stupratore e il figlioletto dell’uomo, di appena 5 anni. E’ lo scorso 18 ottobre quando l’uomo, secondo quanto riportato dalla giovane, l’avrebbe attirata offrendole del decolorante, sostanza usata come stupefacente, da cui la tredicenne è dipendente. L’avrebbe quindi drogata e violentata. Teatro dei fatti, il piccolo villaggio di Khair, poco distante da New Delhi, nel Nord del Paese.

Purtroppo casi di questo genere sono all’ordine del giorno in India, paese che detiene il triste primato per numero di stupri (secondo i dati diffusi ONU, si registra in media una violenza sessuale ogni 22 minuti), ed in particolare a Delhi e dintorni, la metropoli con il più alto tasso di stupri, a fronte di un numero davvero esiguo di condanne per violenza sessuale. E’ in un simile contesto che ha preso forma la tragedia che sta facendo il giro del mondo. Ebbene, forse conscia del fatto che spesso è la comunità stessa a schierarsi a favore degli stupratori, forse spinta dalla disperazione e dall’effetto degli stupefacenti, la vittima si è trasformata in carnefice. Tutta la rabbia di questa ragazzina di appena 13 anni si è riversata sul figlio dell’uomo che appena qualche giorno prima aveva abusato di lei. Dalle prime ricostruzioni sembrerebbe averlo rapito mentre giocava fuori dalla propria abitazione, per poi ucciderlo, decapitarlo, bruciarne il corpicino e nasconderlo in un sacchetto sotto dei mattoni. “Volevo vendicarmi di lui” avrebbe poi raccontato la ragazzina ai poliziotti.

A ritrovare il piccolo corpo senza vita, dei cani che vivono nel quartiere. “Sono stati aperti due casi, rispettivamente uno di omicidio ed uno di stupro. Investigheremo a fondo su entrambi” ha dichiarato un ufficiale della polizia locale al Times of India.  La giovane si trova ora nel carcere minorile di Ghaziabad, nel frattempo la famiglia ha chiesto di ritirare l’accusa per la violenza sessuale, in quanto il fatto sarebbe falso.

Evidentemente, come spesso accade in India, l’eventuale violenza diverrebbe motivo di scandalo e disonore per l’intera famiglia. Il caso, ha confermato un ufficiale, “verrà ugualmente esaminato“. “La madre della giovane – ha quindi aggiunto la polizia – non sta bene e il padre è operaio. La ragazza viene da una famiglia molto povera e non ha ricevuto nessuna educazione“.

Bisogna valutare alcune cose, come il fatto che la ragazza sia dipendente dalle droghe, ed abbia dei precedenti per alcune piccole risse” è stato infine specificato nel corso di una conferenza stampa.