Una storia agghiacciante, ma che può anche sollevare qualche riflessione sul tema della giustizia fai da te, arriva dall’India. Sembra la trama di una pellicola sulla vendetta, invece è avvenuto tutto per davvero: un uomo ha tagliato le mani al ragazzo che aveva stuprato la sua piccola figlia, una bimba di appena 7 mesi.

L’incredibile vicenda è avvenuta a Bathinda, città di oltre 200 mila abitanti capoluogo del distretto di Bathinda, nello stato federato del Punjab, in India. Un giovane uomo di 25 anni, Parminder Singh, di professione operaio, non è riuscito ad aspettare che la giustizia facesse il suo corso e ad attendere la sentenza da parte del tribunale.

Singh ha deciso di vendicarsi da solo per il terribile stupro compiuto da un ragazzo di 17 anni nei confronti della figlia di 7 mesi. Il ragazzo era stato visto dalla madre della neonata mentre la molestava, era stato arrestato e quindi portato in un centro di recupero giovanile, dove stava aspettando che terminasse il processo a suo carico.

Lo scorso 19 aprile, al termine di un’udienza presso la città di Bathinda in India, il ragazzo minorenne è stato fermato dal padre della bimba molestata. L’uomo lo avrebbe ingannato con la scusa di proporgli un accordo extragiudiziale, ma le cose sono andate invece in una maniera parecchio differente rispetto a quanto si attendeva il giovane.

Un agente della polizia ha raccontato quanto è avvenuto in seguito: “Il padre lo ha portato vicino a un canale prosciugato, lo ha picchiato brutalmente, lo ha legato a un albero e gli ha tagliato entrambe le mani. La gente del posto ha allertato le forze dell’ordine e gli agenti si sono precipitati sul posto: abbiamo recuperato il ragazzo e le sue mani e lo abbiamo portato in ospedale. Adesso è in condizioni stabili”.

Ora Parminder Singh, il padre della bimba stuprata in India, è ricercato dalle forze dell’ordine e rischia una condanna per tentato omicidio.