Tragedia all’aeroporto internazionale Chhatrapati Shivaji, nei pressi di Mumbai, uno dei principali hub aeroportuali asiatici, dove nella serata di mercoledì un uomo ha trovato la morte in un modo orribile, dopo essere stato letteralmente risucchiato dal motore di un aereo, un A-319 di Air India prossimo al decollo. Secondo quanto riportato dal Times of India il corpo dell’uomo, un ingegnere quarantenne di nome Ravi Subramanium, non è ancora stato recuperato dall’interno della turbina.

L’incidente è avvenuto attorno alle 20.30 di mercoledì sera. Com’è noto, un aereo può muoversi solo in avanti e per essere trascinato fuori dall’hangar ha bisogno di assistenza esterna, in particolar modo di un enorme veicolo in grado di trascinarlo fino alla pista. Durante questa operazione, un addetto si posiziona di fronte al velivolo, in un punto in cui resta ben visibile ai piloti, per supervisionare tutto il processo. Ed è stato a questo punto che, per motivi ancora inspiegabili, l’ingegnere Subramanium è stato improvvisamente risucchiato dentro il motore. “Nessuno sa cos’è successo“, ha riferito una fonte aeroportuale anonima, “abbiamo sentito solo quell’uomo che veniva aspirato dentro il motore“. Secondo un ufficiale dell’aeroporto di Mumbai, l’uomo sarebbe morto a causa delle terribili mutilazioni subite. Le autorità aeroportuali hanno immediatamente aperto un’inchiesta sull’accaduto.

Purtroppo, tragedie di questo tipo non sono una novità. Proprio all’aeroporto di Mumbai, nel 1995, un uomo che stata attraversando la pista a bordo di uno scooter trovò la morte in circostanze analoghe, risucchiato dal motore di un aereo in fase di atterraggio. La stessa cosa accadde nel 2006 a El Paso, in Texas, e si è ripetuta nel 2011 in Nuova Zelanda. Secondo la Boeing, dal 1969 in avanti sono stati registrati più di trenta casi di quella che, in termini tecnici, viene chiamata “engine ingestion”.