Al Corriere.it Giulia Bisello, sostituto procurare di Ragusa, di appena 34 anni, dallo scorso novembre nella procura diretta da Petralia, si dice amareggiata per quanto accaduto, per gli attacchi subiti e per la poca solidarietà da parte del Ministro e della politica che, anzi, si è scagliata contro la decisione del pm la quale si è limitata, semplicemente, ad applicare la legge. Dello stesso avviso i genitori della bimba – che l’indiano avrebbe tentato di rapire sulla spiaggia di Scoglitti – i quali hanno compreso le motivazioni del pm che si è trovata costretta a non convalidare il fermo dei carabinieri.

Indiano indagato, è bufera tra Procura, Ministro e pm

Il procuratore Petralia – lo stesso che ha condotto brillantemente le indagini sul caso del piccolo Loris – ha confortato il suo pm, è stato l’unico a sostenerla. Poi si è scontrato, a distanza, col Ministro Orlando e infine ha sentito il sottosegretario Cosimo Maria Ferri con il quale ha “potuto parlare la stessa lingua, quella del codice” ed ha chiarito la vicenda. “Il nostro ordinamento per alcune ipotesi di reato non prevede né il fermo né il carcere. E noi magistrati non possiamo non applicare la legge. Il reato per cui si può procedere è il tentato sequestro di persona. Reato aggravato perché in danno di minore. Un reato che prevede una pena da 1 a 10 anni. Ma per chiedere una convalida del fermo eseguito dalla polizia la pena minima deve essere per legge di 2 anni. Qui siamo al di sotto della soglia minima. Ecco perché non abbiamo decretato il fermo. Non si può. E, se lo chiedessimo, il Gip lo rigetterebbe” hanno aggiunto al Corriere.it il procuratore di Ragusa e la pm sotto accusa.

“Il fatto viene considerato dal codice di una gravità minima, anche se comprendiamo che tutto questo allarma i genitori, infastiditi ed indignati [...] L’indiano si è limitato a tenere in mano la bimba per meno di un minuto, sotto gli occhi del padre che se l’è fatta subito restituire. Senza che l’indiano opponesse diniego, senza fuga” spiegano. “Non voglio parlare del mio stato emotivo, ma non c’è stata nessuna solidarietà. Gli ispettori? Sto preparando il resoconto della vicenda. Se lo chiederanno è pronto. Pesano le conseguenze mediatiche. Ma io penso di aver fatto solo il mio lavoro. Come cerco di fare tutti i giorni” ha precisato la pm.

Indiano indagato, è in centro di accoglienza

Durissimo l’attacco, sui social network, di una consigliera comunale di Ragusa. “La Procura di Messina, infatti, valuterà le offese contro chi sta lavorando seriamente e applicando la legge” ha concluso il procuratore Carmelo Petralia. Intanto l’indiano indagato è stato portato ieri in una casa di accoglienza e ha chiesto di dormire in questura per paura di possibili ritorsioni.

Stasera alle 20, scaduti i termini per lasciare l’Italia, come previsto dal decreto d’espulsione, sarà coattivamente condotto nel Cie di Caltanissetta.