All’alba di oggi, secondo l’ora locale (nel cuore della notte in base all’orario italiano), una scossa di terremoto di magnitudo 6.5 ha devastato l’isola di Sumatra, in Indonesia.

Stando alle prime rilevazioni sarebbero almeno 54 le persone morte a causa delle conseguenze del sisma, mentre molte altre sarebbero rimaste intrappolate nelle decine di edifici crollati.

Fortunatamente il terremoto, con epicentro localizzato a circa 5,8 km da Ponte Raja, non ha fatto scattare l’allarme tsunami: l’area più colpita è quella della provincia di Aceh, sito nell’estrema parte nord di Sumatra.

Le autorità hanno provveduto a inviare sui luoghi del disastro il materiale per le operazioni di primo soccorso, ma a causa dell’alto numero di persone rimaste sotto le macerie sarebbero necessari molti più macchinari di quelli presenti sul territorio per portare condurre al meglio le operazioni di salvataggio.

Il presidente Joko Widoo ha già inviato sul luogo il suo Capo di Stato Maggiore per monitorare la situazione, per fortuna meno tragica rispetto al dramma vissuto nel 2004, quando la costa di Aceh fu epicentro del terremoto di magnitudo superiore al nono livello che provocò il terrificante tsunami in cui persero la vita oltre 250mila persone sparse per i Paesi dell’Oceano Indiano.

Al momento sono già state avvertite altre cinque scosse secondarie, ma è la zona stessa a essere prona a terremoti del genere a causa della posizione particolare dell’Indonesia, che sorge sul punto di incontro di due placche tettoniche: l’ultimo sisma rilevante si è infatti verificato a luglio.