Non c’è limite al peggio. Due infermiere di 52 e 51 anni sono state arrestate dalla Squadra Mobile di Ragusa con l’accusa di peculato ed esercizio abusivo della professione medica poiché avrebbero rubato farmaci e presidi dell’ospedale di Vittoria, in cui lavoravano, per curare privatamente – e sotto compenso – alcuni pazienti già dimessi. Delle prestazioni professionali che le due infermiere non avrebbero nemmeno potuto eseguire visto che avrebbero somministrato terapie basandosi esclusivamente sull’esperienza maturata senza avvalersi di professionisti abilitati. I loro pazienti erano all’oscuro di tutto.

Le infermiere chiedevano dai 3 ai 15 euro

Ma il fatto più grave è che le due infermiere “furbette” abbiano utilizzato i farmaci dell’ospedale di Vittoria per somministrarli a pazienti privati che, per usufruire delle loro prestazioni a domicilio (in case di cura o abitazioni private), pagavano dai 3 ai 15 euro, questo il costo di un’iniezione intramuscolo o di una flebo.

Un’indagine che è scattata quando un soggetto anonimo ha chiamato la direzione sanitaria dell’ospedale avvisandola di presunte irregolarità: a quel punto i vertici del nosocomio hanno avvisato la Procura di Ragusa che ha avviato i controlli. Nel mese di marzo è stato sequestrato persino un ingente quantitativo di medicinali e presidi di proprietà dell’azienda sanitaria pubblica che si trovavano in un’agenzia di pompe funebri. Locali che le due infermiere avrebbero utilizzato, secondo gli inquirenti, come deposito.