Il corto circuito linguistico e culturale in cui ci troviamo in questo periodo ci porta ad utilizzare sempre più termini stranieri o, peggio ancora, sempre gli stessi vocaboli italiani riciclandoli in più contesti nonostante la possibilità di poter usufruire di parole dalle molteplici sfumature gratuitamente offerte niente po-po di meno che dalla nostra bella lingua. E’ il caso del lessema

INFINGIMENTO: composto di “in” e “fingere”, indica una finzione, una simulazione, ma anche doppiezza e ipocrisia. Ha un’origine piuttosto antica, e veniva spesso utilizzato dal Petrarca.

Da qui deriva anche la parola

INFINGARDO: Che s’infinge, che simula, quindi falso, mentitore, o anche, riferito a cose, ingannevole, illusorio. Quindi anche di persona che, per cattiva volontà, fugge ogni fatica, ed è molto lenta e pigra nell’operare: fannullone, poltrone.

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Tutti pronti a “baloccarsi”.

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