Le solite brutte notizie in campo economico. E arrivano come capita spesso dall’Istat. Secondo il nostro istituto statistico, il tasso medio dell’inflazione in Italia si è attestato al livello dello 0,2% nel 2014. Viene così confermato il dato preliminare. Si tratta del risultato più basso raggiunto dal 1959, e in netto rallentamento rispetto al +1,2% dell’anno precedente.

Secondo l’Istatla dinamica dei prezzi al consumo nel 2014, riflette principalmente gli effetti della prolungata flessione dei costi delle materie prime – in particolare di quelle energetiche – e dei beni di importazione che si combinano con la persistente debolezza della domanda di consumi da parte delle famiglie“.

L’istituto ha aggiunto poi che “i prezzi dei prodotti hanno segnato forti rallentamenti nella crescita o diminuzioni in quasi tutti i comparti, incluso quello alimentare, caratterizzato nei tre anni precedenti da elementi di rigidità. In questo quadro di bassa inflazione, soltanto alcuni comparti dei servizi con una forte componente regolamentata hanno continuato a sostenere l’inflazione“.

Al quadro aggiungiamo il commento dell’Ufficio studi di Confcommercio che rileva “l’eredità negativa per il 2015 che dovrebbe aprirsi con un forte calo tendenziale dei prezzi al consumo (-0,4%)“. Per una volta l’Ufficio studi si rivela ottimista perché rileva che i “prezzi fermi o calanti rappresentano il maggior sostegno al potere d’acquisto delle famiglie italiane e l’elemento di più forte contrasto alla stagnazione della domanda“.