Sono i tre punti chiave, secondo l’Enea, per lo sviluppo del nostro Paese

Innovazione, energie rinnovabili ed efficienza energetica sono le coordinate che possano ridurre la dipendenza dell’Italia dagli approvvigionamenti di materie prime dall’estero e aiutare l’economia italiana ad uscire dal pericoloso vicolo cieco in cui è finita.

Potenziare le infrastrutture con un sistema di smart grids e attivare investimenti ed incentivi che favoriscano il risparmio di energia nel comparto residenziale ed industriale oltre che l’incremento dell’energia pulita sono obiettivi che fanno parte integrante di un piano per lo sviluppo e di una politica energetica mirata. È questa la strategia che suggerisce il commissario dell’Enea, Giovanni Lelli, che ha esposto i suoi punti di vista alla Commissione Industria del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla tanto attesa Strategia energetica nazionale.

Il commissario dell’Enea spera che gli operatori del mondo imprenditoriale, gli esperti del settore energetico e i decisori pubblici interagiscano per tracciare un quadro strategico delle priorità delle politiche energetiche per lo sviluppo del Paese. Al primo posto ci sono le fonti rinnovabili che nel 2010 sono arrivate a coprire oltre il 22% dei consumi nazionali nel settore elettrico.

Nel corso di questo mese – ha poi ricordato – la potenza fotovoltaica cumulata ha superato la soglia dei 10 GW, centrando l’obiettivo al 2020 previsto dal Piano d’Azione nazionale sulle energie rinnovabili con nove anni d’anticipo. Nel 2010, l’Italia è stato il quarto paese al mondo in termini di investimenti in fonti rinnovabili, (dopo Cina, Germania e Stati Uniti), ma con il tasso di crescita maggiore (+138% rispetto al 2009). Ora però è urgente disciplinare la corsa del settore, e attivare una serie di misure in grado di irrobustire la filiera industriale nazionale. A questo dovrebbe servire la Strategia energetica nazionale”.