Le piogge degli ultimi giorni e le piene dei fiumi hanno completamente sommerso intere regioni della Serbia, della Bosnia e parte della Croazia. I Balcani stanno vivendo una vera e propria emergenza, il bilancio provvisorio è di almeno 27 morti e oltre decine di migliaia gli sfollati, danni non ancora stimabili anche per l’agricoltura, alle infrastrutture e al patrimonio artistico-culturale dell’area.

Era da almeno 120 anni che non si registravano precipitazioni così abbondanti. Le autorità hanno avvertito che il bilancio dei morti, già pesante, è solo parziale ed è destinato ad aumentare. Quasi 70 mila famiglie sono senza elettricità, mentre in diverse zone si registrano frane e smottamenti, che hanno già inghiottito decine di case e invaso strade rendendo ancora più complicate le operazioni di soccorso, problemi anche per le zone montuose a causa dalla fitta neve.

Per soccorrere le popolazioni si sono mobilitate anche le forze armate dei rispettivi paesi, moltissimi volontari e da altri stati stanno giungendo già i primi aiuti, la Russia ha inviato in Serbia tre aerei Ilyushin con squadre di specialisti in situazioni di emergenza e aiuti in generi alimentari e medicinali. Aiuti anche da Slovenia, Croazia, Montenegro, Macedonia, Israele e Unione europea.

Il premier Aleksandar Vucic segue personalmente le operazioni di soccorso recandosi nelle zone più critiche, ha annullato una visita in Austria in programma domani, mentre nella campagna di aiuti si è mobilitato l’intero mondo dello sport, a cominciare dagli idoli locali Novak Djokovic e Dejan Stankovic.